domenica 5 febbraio 2012

La maledizione del primo della classe


Tutto inizia intorno ai 3 anni: tu sei quello precoce. Quello che cammina appena uscito dalla culla; quello che parla mentre gattona e la sua prima parola è 'ontologia'; quello che, mentre i genitori non se ne accorgono, impara a memoria Il canto notturno di un pastore errante dell'Asia e tutte le potenze del numero 15. Alla fine delle scuole elementari conosci materie oscure, impari nozioni con facilità aliena e questo, per una qualche curiosa equazione per la quale a "buona memoria e velocità mentale" equivale saggezza, fa di te l'amico del cuore di personaggi improbabili, che per tutta la vita chiameranno a tutte le ore per un consiglio speciale in merito a questioni speciali. Tu sei quello equilibrato, quello moderato, quello da cui ti aspetti sempre la cosa giusta. Passi buona parte della tua esistenza, a partire dall'adolescenza, a risolvere i problemi degli altri. E dimostri coerenza, intuito, sensibilità. Sei ragionevole ed efficiente. Non ti piace doverlo ammettere, ma hai sempre sulla punta della lingua un “te l'avevo detto” da elargire a chi ha fatto di testa propria senza seguire i tuoi consigli. Avere sempre ragione è molto faticoso e sei l’oggetto di contraddittorie forme di odio e amore. Naturalmente tutta questa ragionevolezza, questa tua calma orientale, deve trovare uno sfogo liberatorio, di tanto in tanto, e si accompagna a tic di varia natura, a moderati cortocircuiti del quotidiano che si manifestano nei modi più singolari. Si va dal classico, tipo strizzare inavvertitamente le palpebre e scrocchiare le vertebre cervicali, al più fantasioso, come aprire il gas per controllare se era chiuso. Disponi gli oggetti sul tavolo coi lati esattamente paralleli al bordo e mangi i rigatoni al ragù solo e soltanto a forchettate da tre. Se alla fine nel piatto ne restano due, oppure uno, non riesci nemmeno a guardarli, li lasci lì. Non calpesti le fughe tra le mattonelle e ti lavi le mani cantando due volte di seguito Tanti auguri a te. Ma ti si perdona tutto, perché sei saggio. A guardar bene, la saggezza è la tua truffa meglio riuscita.

2 commenti:

Carlo De Petris ha detto...

praticamente il ritratto di ogni ingegnere-tipo.

Io alla ricetta ci aggiungo anche un pensiero del tipo "ah, vabbè, vuoi far di testa tua? E vatti a scornare in faccia al muro, tanto poi qui torni..." :)

SpeakerMuto ha detto...

Mi ricorda il personaggio interpretato da Michael J. Fox in Scrubs...