mercoledì 6 maggio 2009

Simplicity Seeker

Ho scoperto qual è l'etichetta che fa per me. Non fate quella faccia: tutti abbiamo un'etichetta pinzata addosso, sul risvolto della giacca o in fondo alla tasca di un paio di jeans. Non c'è niente di male a riconoscere la propria. Anzi, si evitano un sacco di malintesi. Comunque, è successo qualche giorno fa, l'ho capito grazie alle indicazioni filosofiche di un caro amico, nonché real marketing addicted, alla fine di una conversazione molto poco fruttuosa a proposito di ultimi ritrovati tecnologici. Io ho alcuni problemi con i dispositivi elettronici che hanno più di quattro tasti e ho imparato a programmare il videoregistratore esattamente quando il vhs è morto a favore del dvd (che, mi dicono, è moribondo pure lui, ma questo io lo scoprirò tra un decennio). Il saggio amico mi ha guardata un attimo e, dall'abisso di blackberry che ci divide, mi ha apostrofata, con una sorta di tollerante comprensione (o di benevola compassione?): “Tu sei una simplicity seeker”. Ci ho pensato a lungo e ho capito che è una definizione a suo modo calzante. Anche riassumibile con uno dei miei motti preferiti: relax and take it easy. Fino ai 17 anni ero titolare in carica di quello che veniva conosciuto come UCAF, l'Ufficio Complicazioni Affari Semplici, poi ho deciso che non avevo né tempo né energie per star dietro agli intralci del destino, ho iniziato a fare yoga, respirare a lungo, realizzare progetti che non prevedessero più di tre passaggi dall'inizio alla fine. Ho imparato a ridurre ogni quotidiano accidente a sintesi per punti, lineari e comprensibili. Insomma, non so (ancora) evitare i problemi, e non sono affatto immune dalle complicanze, però mi adopero con metodo perché l'incontro con tali complicanze non mi devasti lo stomaco e si riduca a uno schema analitico facilmente leggibile.
Se ci riesco? Ovviamente no. Ma una vera seeker, di tanto in tanto, deve rassegnarsi anche alle complicanze. Forse può essere persino divertente, ma questo è un altro discorso.

2 commenti:

Franca ha detto...

ma e' andrea che ti ha etichettata cosi'???
ahahah
io ho un nokia con lo schermo rotto..
altro che simple.
forse sono una ugly seeker..ahahaha

mich ha detto...

giubilo!
andrea, che ha riflettuto a lungo sulla questione, mi ha recentemente promossa a Solution Seeker!
definizione di cui vado estremamente fiera...
;-)