lunedì 26 aprile 2010

Che peccato, l'accidia

Indolenza. Sfilo le scarpe e allungo i piedi sul sedile di fronte. Chiudo gli occhi e sbadiglio. Stiro le gambe e tiro fuori libro, biro e matita dalla borsa pesantissima che mi accompagna su e giù nel mio pendolare quotidiano. Una borsa pesantissima di volumi, appunti, post it, penne, matite e quadernetti. Sì sì, ora leggo. Adesso studio. Ancora un minuto di inerzia. Occhi chiusi. Tiro su le ginocchia lentissimamente, sento i jeans seguire il profilo delle gambe, i piedi nudi sul bordo del sedile. Penso che non ho voglia di fare niente. Che non ho voglia nemmeno di pensarlo che non ho voglia di fare niente. Rimando. Rimanderò. Ogni giorno si consumano andata e ritorno, nella gabbia dell’orario imposto. Mi appoggio e sprofondo nell’illogica noncuranza del sedile. L’ozio è miraggio lontano, l’amabile pigrizia era ieri, oggi non più. Oggi c’è dell’altro. Fisso lo sguardo sul movimento pesante delle mie mani in grembo, a trattenere inutilmente un libro e un’ora che scivolano via.


Pendolante, passo il mio tempo a rimandare tutto il rimandabile.

13 commenti:

paperoga ha detto...
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splendidi quarantenni ha detto...

Beh, "se oggi c'è dell'altro" significa che la giornata è positiva comunque.

Laura ha detto...

Forse quel "altro" è qualcosa che si pone tra l'ozio e la pigrizia, forse è proprio la sensazione dell' "abbandonarsi" per un attimo al nulla che descrive la Mich (che non è né ozio né pigrizia)...

Forse!

:-)

plutoschi ha detto...

i non-momenti in treno li trovo estatici. non si legge, non si parla con nessuno, si rimane assorti a non pensare mentre le case e i campi e gli alberi e le vite scivolano attraverso il finestrino. ma forse per un pendolare è diverso, il viaggio quotidiano diventa un'abitudine e non ci si fa più caso.

ciao mich, in questo post ti ho scoperto un po' più umana... meno male, mi stavi facendo sentire un disadattato

Calzino ha detto...

che bello, procrastinare...

danilo ha detto...

Non è, Laura, un abbandonarsi.
Ozio è riposo, ci si può abbandonare all'ozio.
La pigrizia, come dice Mich, è amabile, come un gatto al sole. Addirittura leziosa.
L'accidia ha una componente di colpa, è non _voler_ far niente. Un atto di volontà che brucia il tuo tempo in niente. Luddismo, più o meno.
(Ohi! Son cose che non so solo per sentito dire).

Danilo

mich ha detto...

@ paperogyaawwnnnnnnnnnn

@ splendido, per "altro" intendo il baratro dell'accidia svoltato l'angolo dalla pigrizia, temo non sia positivo per niente

@ laura e danilo, un atto di volontà che brucia il tempo in niente, appunto. Il passo successivo è un moto involontario verso il niente: la volontà si annichilisce. Francamente spero di guarire prima...

@ plutoschi, umana troppo umana? non c'è niente di sbagliato nel disadattamento in fondo ;-)

@ calzino, facciamo un torneo?

LorenZo ha detto...

Mi piace pensare che il sonno serva al "sistema" per fare il "backup" dei dati registrati durante il giorno. Catalogare, archiviare, spostare, compattare, etichettare, indicizzare e conservare. È un tempo necessario. Così come il dolce far niente, il pensare random, il pensare ai massimi sistemi, il pensare di pensare... Non c'è nessuna colpa. Poi, se non mi piace quello che faccio, scombino le carte, cambio aria, amici, luoghi. E se non mi piace ancora, cambio ancora finché mi piace. E quando mi piace mi piace! :-)

La vita non è per sempre. E così tutte le cose, come una bottiglia di vino, una sigaretta, un viaggio, una storia d'amore. Per aver delle cose bisogna approvvigionarsene periodicamente. Il che significa lavorar di braccia e di mente.

Concludo. Posso avere una sigaretta e una "storia" d'amore. Posso avere un cavallo. Non posso avere la cavallinità. Quello è un concetto astratto ;-)

Laura ha detto...

Scusate, ci sono tanti tipi di "nulla" probabilmente... E la mia esperienza m'insegna che "quel moto volontario verso il niente", ecco, va sicuramente arrestato o arginato. Ed è la vita stessa che ci chiama indietro, che ci chiama a sé, forse (con gli amici, il lavoro, l'amore, gli impegni, le scadenze, le novità, il fluire delle cose...). Però, ripeto, io non sono affatto brava nel fare analisi :-)
ps. LorenZo, sempre illuminante...

Laura ha detto...
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simple ha detto...

Epidemia conclamata!
:D

delma ha detto...

Quando devo andare a Roma o Milano riempio la cartella di riviste in sospeso, libri iniziati e da iniziare, lettore di mp3 rinnovato con attenzione... e regolarmente tutto torna a Torino non letto e non ascoltato.....

mich ha detto...

@ delma ciao, che sorpresa trovarti qui, accomodati, resta pure quanto vuoi: puoi accidiarti tutto il tempo necessario