lunedì 12 aprile 2010

Rubrica: Ventricoli Epistolari/3

Cara Mich,
metti insieme tre concetti: amore – finito – non l’ho deciso io che dovesse finire. Credo che, detto questo, i dettagli siano tutto sommato inutili. Quella con cui devo fare i conti adesso però è una cosa che non avevo preventivato, che non mi aspettavo così violenta: io mai avrei creduto che il dolore dei sentimenti potesse essere anche dolore fisico. Non fino a questo punto. Io sto male, ma sto male proprio nel corpo. Mi sento a pezzi, svuotata.
Che dici? Ce l’avete tu e i tuoi lettori un rimedio? Una medicina? Una terapia? Vanno bene anche gli esorcismi, l’importante è tornare in piedi.
Nuvola

Cara Nuvola,
benvenuta, accomodati e ascoltami. Sarò diretta: davvero credevi che secoli di letteratura amorosa se la fossero inventata la storia del dolore fisico legato al dolor del sentimento? Ma scusa, la stessa espressione
ho il cuore spezzato mi sembra assolutamente referenziale: il cuore si spezza letteralmente. Fa male, malissimo. Mozza il respiro. A parte il fatto che non riesci a pensare ad altro e questo dopo due giorni ti regala un'emicrania permanente, anche quando ti pare che per mezz'ora sei riuscito a dimenticartene a un certo punto lui, lui inteso come pensiero malefico e ossessivo, senza preavviso ti si conficca nuovamente nel cervello e ti fa pagar carissima la mezz'ora di oblio che ti eri concessa. Fa male la pelle, fa male la pancia, brucia gli occhi e la gola. Rende faticosissime anche le azioni più elementari. Toglie energia, dispensa coliti e bruciori di stomaco. A me è capitato di piangere in pubblico, centrare spigoli con le testate e farmi diagnosticare l’herpes zoster.
Ok, detto questo, la buona notizia è che passa. Davvero, credici. Come e quando non lo so, ma pare succeda. Non ti resta che metterti in attesa, prenderti cura di te, di quello che ti piace e anche della tua gastrite. Una terapia dici? Se la conoscessi mi sarei risparmiata alcuni eczemi e certi spossanti dolori articolari. Ma mi sarei anche annoiata parecchio.

[come di consueto, cari lettori, blogger, lurker e commentatori occasionali, siete tutti invitati a dire la vostra. Se invece pensate di essere voi quelli bisognosi di un perdibilissimo consiglio a scopo ludico vi ricordo la mail ascopoludico@gmail.com]

12 commenti:

claire ha detto...

dici che è per quello che da ieri mi fa male un ginocchio? :)

Laura ha detto...

Uhm...

A me hanno sempre detto una cosa: "il tempo guarisce" ed è così. Sarà un tempo difficile, doloroso, di vuoto, ma è quello che serve. Devi passarci dentro e deve passarti dentro.

Ecco, mi sa che questo però non è un consiglio, ma una constatazione. E quindi magari non serve...

ndr ha detto...

Non c'è rimedio, terapia, medicina, secondo me. C'è che non si muore, e tutto si trasforma comunque. Non è neppure il tempo, a guarire, secondo me. O non è solo il tempo, che fa guarire. Ma, sempre secondo me, neppure si guarisce. Si vive, e si continua a vivere, come ci riesce.

Carlo De Petris ha detto...

io ci misi appena appena sei mesi O_O

Invece Ora va tutto a meraviglia ^_^

Laura ha detto...

Mmm, "si continua a vivere come ci riesce", probabilmente è così...

Stasera pensavo proprio questo: che forse non è il tempo che guarisce, piuttosto sono gli eventi, le persone che incontriamo, quelle che scopriamo... è la vita che guarisce.

danilo ha detto...

I sintomi mi sembrano del tutto analoghi a quelli del disturbo d'ansia generalizzata. E visto che di questi tempi l'ansia è considerata una malattia invece che una semplice conseguenza delle circostanze, e si cura quella invece delle circostanze, non vedo controindicazioni nel passare la delusione amorosa da "quello stronzo!" a "sono malata". Fatto questo semplice passo, ci si potrà avvalere di tutte le terapie sintomatiche valide per il GAD, ivi compresa la comportamentale (nel caso specifico, immagino che consista nel darla un poco via...).

Danilo

ndr ha detto...

Grande. Danilo, dico. Il contenuto delle parentesi. Certo, senza la parte precedente perde la sua bellezza. Mi ricorda, questo commento, la maglietta dell'amico di Hugh Grant in "Notting Hill". Non ricordo bene cosa c'era scritto davanti (qualcosa del tipo "Sei bellissima"), ma dietro, beh, sì. Questa di Danilo mi sembra possa esserne la versione colta, come dire. Complimenti.
(-:

LorenZo ha detto...

C'è una tendenza della mente a mantenere lo status quo delle cose. È una legge di conservazione dell'energia, delle proprie risorse. Il dispiacere nasce dalla segreta idea di dover nuovamente spendere delle energie per riconquistare la posizione perduta. La tendenza allo status quo conduce all'errore di considerare unico e insostituibile il precedente rapporto, quando invece ogni essere umano rappresenta per il partner una "funzione", quindi un "essere fungibile". A supporto della mia tesi vale il fatto che il prossimo partner "funziona", magari anche meglio del primo. Meglio perché abbiamo un'esperienza in più. È raro indietreggiare nell'esperienza, anzi, mi pare proprio impossibile. Ergo, il futuro promette sempre meglio.

Per vincere la resistenza di cui sopra, bisogna indagare un attimo sulla sua natura. Come si forma uno status quo? Dalla "scrittura" nelle cellette della mente :-) E come si cambia lo status quo? Con una sovra-scrittura sulle stesse cellette. Facile. In termini pratici, nuovo partner ma: stessa spiaggia, stesso mare… riscrivere sopra. Almeno per i primi tempi. Poi si cambia spiaggia, mare, si parte per la montagna, grandi viaggi, Cina, Venezuela… Si, fa un po' male, ma vuoi mettere tutti gli elettronvolts necessari alla cancellazione della precedente informazione, e alla riscrittura della celletta? Quello è il dolore: la fatica di rimuovere (che è sempre meno doloroso di mantenere a tutti costi un'informazione obsoleta e astratta - il ricordo di un amore finito). Ora, siccome le cellette si caricano e si scaricano con una certa lentezza (come una valvola di un vecchio amplificatore), ci vuole un po' di tempo e di pazienza durante la rimozione. Poi la vera e propria riscrittura è un piacere. E sarà veloce e scorrevole come il vento. E se sei una nostalgica, niente paura, le precedenti informazioni non vengono rimosse completamente, ma solo backuppate in "magazzino", accessibile 24/24 7/7.
;-)

mich ha detto...

Il saggio Danilo promuove una certa consapevole leggerezza sessuale.

LorenZo vince il premio per la dialettica: la sua teoria regge, anche se sulle tempistiche di rimozione resta piuttosto vago ;-)

Nuvola ha detto...

Nuvola passa e ringrazia
Aspettando il sole
:)

ma il commento di LorenZo dov'è finito?

mich ha detto...

ciao Nuvola, che dice il meteo?
(ps. il commento di LorenZo è lì su, lo vedo solo io...?)

ndr ha detto...

Qui si vede. Eppure sono lontanuccio, come si dice. Dico, LorenZo. ciaz.