martedì 20 luglio 2010

L'equilibrio del rimpianto


La questione è di quelle spinose: data la premessa secondo cui le relazioni tra umani possono assumere contorni mutevoli che non sempre è necessario definire, che tipo di rapporto esiste tra persone che si sono guardate con desiderio ma che di fatto non si sono mai possedute? Parlo solo in parte di relazioni tra ex, perché quello è un problema ancora diverso, nel quale entrano in gioco anche la nostalgia, talvolta il risentimento, un paio di forme di gelosia e almeno tre o quattro diversi tipi di variabili amorose. Parlo prevalentemente di rapporti in qualche modo irrisolti, quelli in cui il senso del possesso si è bloccato sulla soglia.
Immagino dipenda dalle motivazioni per le quali questo possesso non ha mai preso forma, perché sono in fondo queste motivazioni che danno il peso al relativo, eventuale rimpianto.
Ne parlavo qualche tempo fa con qualcuno, il quale sosteneva di aver trovato una forma di perfetta stabilità emotiva in una relazione di amicizia le cui premesse erano tutt’altro che amichevoli.
Non ho motivo di dubitare della buona fede delle persone coinvolte e chiunque riesca a fare ordine a livello sentimentale in modo apparentemente così solido e ordinato gode senz’altro della mia stima imperitura. Quello che mi chiedo è: cosa ce ne facciamo del desiderio e della brama? Li buttiamo giù sperando che il nostro organismo trovi il modo di trasformarli in energia? Il nostro metabolismo che se ne fa di questo ingordo desiderio mal espresso? Secondo me non se ne fa niente e diventa tutta cellulite, ma questa è la mia opinione. E d’altronde talvolta non si può fare a meno di inghiottirla questa smania.
Insomma, la domanda è ampia: esistono forme di equilibrio con persone per le quali nutriamo forme di rimpianto?

25 commenti:

Calzino ha detto...

equilibrio un cazzo, mich.

mi sono spiegata?

arthur ha detto...

infatti quelle persone ti rimangono dentro ed e difficile risolvere certe cose.Poi ce sempre che puoi fingere che sia tutto ok ma dentro di noi sapiamo benissimo che non e cosi.

simple ha detto...

Ecco cos'è quella roba sulle mie cosce: rimpianti (a pacchi)
:)

ha detto...

Uuuuuuuuuuu conosco questa sensazione, anche troppo bene. Sono i da me cosiddetti rapporti non vissuti. Quelli che non ti permettono di conoscere l'altra persona nella sobrità della quotidianità, che non ti lasciano scoprire mai i suoi aspetti "negativi", che ti trattengono in quella sorta di limbo strano in cui tutto è velato. E l'altra persona, inesorabilemnte, non perde mai il suo fascino, non cade mai dal tuo piedistallo mentale, non la smette mai di essere costantemente idealizzata.
Io ci sono passata e, fidatevi, non c'è modo di "mandar giù". Il rimpianto non sempre c'è, proprio perchè si tratta di storia vissuta solo in minima parte, spesso fugace. Ma il deisderio c'è eccome, e rimane tale nel corso del tempo, a prescindere dagli eventi. Poi si mette in moto la razionalità, e uno si convince che per questo o quell'altro motivo, se la storia non è andata un senso ci sarà. E passa oltre. Si raggiunge un equilibrio, ma passano anni...

Sergio ha detto...

Equilibrio è una parola grossissima...

capita di ritrovarsi a non avere vie di fuga e certe persone di doverle comunque frequentare. Allora si fa quanto in nostro potere per fare in modo che ci facciano meno male possibile.

Per il resto appoggio la mozione di Calzino: equilibrio un cazzo!

Manina Futura ha detto...

Meglio non avere rimpianti e fare quello che ci si sente di fare.

plutoschi ha detto...

capita che due persone si incontrino e abbiano un'attrazione latente che non trova poi libero sfogo nel reciproco possesso (sessuale o meno). il come si vive il dopo dipende molto da come si percepiscono le pulsioni di brama, desiderio e attaccamento (di solito 'ste robe qua viaggiano assieme). c'è chi riesce a far scivolare via senza peso il passato, c'è chi ci rimugina sopra, c'è chi lo trasforma in cellulite e chi in violenza psicopatica. 'somma c'è chi è equilibrato e chi no, ma questo già si sapeva...

Laura ha detto...

Questo post mi ha fatto venire in mente un capitolo di "Quasi Amore" di Cornia intitolato "Sulla speranza sessuale"... Così, ad istinto.

E' difficile, persino inaffrontabile a volte quell'equilibrio di cui parli.

danilo ha detto...

Sono con calzino, al mille per mille.
Equilibrio un cazzo, sbarre. Sbarre d'acciaio che resistano agli artigli della bestia.

Voglio dire, dobbiamo arrivare al giorno dopo, dobbiamo arrivare a sera, no?

Sbarre d'acciaio, e da dentro puoi guardare le farfalle. Oppure vola, ma son cazzi tuoi.

Danilo

LorenZo ha detto...

Mah, il mio desiderio di solito si alimenta dal desiderio dell'altra. Se lei non mi desidera, il mio (own) desiderio si affievolisce fino a scomparire. Ci sono milioni di donne al mondo, ognuna ha un gusto diverso. Perché fissarsi con una in particolare? È una perdita di tempo, un'accumularsi di frustrazioni e pensieri. Se con altre funziona subito e con una no, ci sarà pure un motivo; un motivo che magari non conosco e che non voglio e non ho tempo di conoscere. Nah, se non è in discesa non mi butto... take it easy :-)

Gary Coopo ha detto...

no

mich ha detto...

@ calzino, quel che mi piace di te è la capacità di sintesi

@ arthur, nella disciplina "Fingere che sia tutto ok" c'è gente che ci si è laureata

@ simple, mica davi la colpa solo alla ritenzione idrica no?

@ bà, questione di limbi, hai perfettamente ragione

@ sergio, fare in modo di farsi il meno male possibile, moh me lo appunto da qualche parte

@ manina, e trasformare così i rimpianti in rimorsi?

@ plutoschi, è col concetto stesso di "equilibrato" che talvolta litigo

@ laura, niente di in-affrontabile, al limite si tratta di cose para-affrontabili

@ danilo, sbarre o farfalle? è l'animale che ci si porta dentro, alla fine, che decide?

@ lorenZo, solo faccende in discesa? mmm, ci devo pensare

@ gary, capito


PS. plauso a Calzino per il successo della sua condivisa e condivisibile considerazione :-)

LorenZo ha detto...

@ mich, dipende dal punto di osservazione: una strada inclinata è in salita per chi va e in discesa per chi viene...

Laura ha detto...

Mich, mi sono espressa male: inaffrontabile, nel senso di via non percorribile, talvolta, di equilibrio non raggiungibile o forse di equilibrio che deve cercare altri baricentri...

fabietto ha detto...

Trovi l'equilibrio solo una volta che è passata la smania; il che vuol dire o che hai scoperto che lui/lei non ti piace così tanto come credevi o che hai trovato qualcuno di meglio :)

danilo ha detto...

E' l'animale quello che determina la decisione, sì. E le farfalle sono solo da guardare.

Danilo

mgg64 ha detto...

anche secondo me l'equilibrio è lontanissimo da afferrare sopratutto se codesto oggetto del desiderio te lo ritrovi difronte a ogni giro (azz!!)..la scelta non è possibile in maniera razionale sennò grazie e ce la facevamo tutti...la strada in discesa piace a tutti ma attenzione che poi si rotola giù e come niente fosse ti ritrovi davanti uno/una che manco ti caga..scusate il francesismo.^_^

mich ha detto...

@ lorenZo, tu sei sempre quello che scende?

@ laura, bisognerà trovare un centro di gravità permanente?

@ fabietto, la smania passa anche se dai una craniata fortissima contro una lastra di marmo?

@ danilo, questo è un problema, chissà se ci si abitua

@ mgg64, le scelte non-razionali... che faticose...

danilo ha detto...

No, splendida, non ci si abitua. Ed è nel non abituarsi che si splende.
Ma lo sai...

Danilo

Anonimo ha detto...

o resetti tutto o il desiderio ti torna sempre su, a lungo, come le sardee in saor. E quindi o mangi le sarde e ti tieni il rigurgito o fai finta di odiarle, le sarde.

fata

LorenZo ha detto...

@ mich scendiamo insieme, e insieme sentiamo la brezza sul viso e il piacere della velocità, a volte in slalom a volte ad uovo, in dérapage, fuori pista... il cielo azzurro, l'aria frizzante... E risaliamo in ski-lift ;-)

Manina Futura ha detto...

I rimorsi sono di chi ha vissuto, preferisco vivere, anche sbagliando, ma vivere.

Anonimo ha detto...

cosa ce ne facciamo del desiderio e della brama?

Le metabolizziamo, sì. Che non è la stessa cosa di digerire male e dimostrarlo tramite la cellulite o di inghiottire rospi e smanie dimostrandolo con un peso sullo stomaco.

I desideri non invecchiano quasi mai con l'età, cantava Battiato e ha ragione anche lui però ci invitava anche a non rimpiangere le occasioni perdute.

Metabolizzare fa parte del bello dell'evolversi, del crescere, maturare e invecchiare.

Bella lì

mich ha detto...

@ anonimo, metabolizzare ha un suo fascino, sì. E anche cambiare ed evolversi. Qui si provoca, lo sai, si procede quasi sempre per paradossi.
Bella lì? Io ti conosco

Anonimo ha detto...

no, non ci conosciamo ma io ho già letto di te. Basta così che io non sono solito frequentare questi luoghi. Buona giornata, buoni equilibri, buone provocazioni.