lunedì 6 luglio 2009

Fantasie ortofrutticole


In principio era un'Idea priva di consistenza. Quasi una categoria ontologica. Era l'Altra, senza né volto né nome. Non esisteva rivalità tra di noi, perché io la sapevo esistere e nient'altro, lei non mi sapeva proprio e mai mi avrebbe saputa. Resistevo persino a quella curiosità morbosa e velenosa che giorno dopo giorno mi spingeva a darle un viso e una voce. Ma non è durata a lungo questa mia personale resistenza, perché – maledetto il 2.0 – bastano un motore di ricerca e un paio di social network per costruire attorno a un'Idea tutto un mondo di suoni, parole, immagini e relazioni. La prima volta che l'ho vista ho pensato che fosse bellissima. Non l'avevo guardata bene ovviamente: mi ero limitata a tatuarmi a fuoco quella fotografia sul nervo ottico e lasciarla lì, a diventare titanica e irraggiungibile. Mi ci volle qualche tempo per capire che sì, era senz'altro carina, ma bellissima è un'altra cosa. Si potrebbe parlare, con una certa generosità, di una bellezza irrilevante. Fu un sollievo scoprirle quei difetti: i denti, il culo basso, i tratti spigolosi, i capelli crespi. Per non parlare di quell'irritante presunzione con cui si presenta nei pubblici forum, quando parla dei suoi argomenti preferiti, vale a dire concimi azotati e humus di lombrico: è una ricercatrice di biologia, il suo sogno è un agriturismo in balcone, con l'insalata equosolidale e i pomodori a basso impatto ambientale. Mi risulta persino che abbia creato un gruppo su Facebook, una cosa tipo Viva la pizza con la scarola, specie se biologica, cui mi sono ovviamente iscritta, sotto falso nome, in cerca di una qualche improbabile forma di interazione. Il dramma dei social network, comunque, è che puoi spiare le relazioni: è sufficiente una qualche falla nelle impostazioni della privacy e sbatti il naso contro i suoi messaggi e le sue effusioni con Lui. Perché ovviamente è Lui l'obiettivo della nostra malattia mentale, mica Lei. E il gioco delle supposizioni attorno alla Sua pubblica bacheca coinvolge metà delle nostre amiche, un sito di astrologia e almeno un terzo del nostro orario d'ufficio. E tutto questo per quattro maledetti pomodori biologici.

5 commenti:

Caprica ha detto...

Non smetterò mai di dirlo... Facebook è IL MALE! E' stato creato da satana in persona!
Anche i pomodori sono stati creati da satana, biologici o meno :D (almeno, a me fanno orrore quanto facebook :P)

mich ha detto...

lucifero ci si è impegnato: coi social network, coi fagiolini equosolidali e, soprattutto, con le fidanzate di quelli che ci piacciono. con loro si è proprio divertito (in stretto concerto con dio, si capisce)

Alessandra ha detto...

Consordo in pieno, FB è la prova che il Male più nero esiste e si insinua tra noi! Riporta alla luce fanrasmi, ma soprattutto ci trasfigura fino a farci diventare diaboliche!

Anonimo ha detto...

Da quando ho incontrato un'altra ragazza col mio stesso nome-cognome su FB quasi non ci entro più. Sai mai che dovessi venir a sapere quello che ho fatto io, leggendo la sua bacheca...
:D

mich ha detto...

@alessandra: è veroèvero! le possibilità di spionaggio e interazione che web garantisce mi trasfigura! mi fa diventare molto più perfida di quanto non mi conceda di solito nelle mie morigerate scorribande nella vita reale!

@sancla: fantastico spunto per una pièce di teatro surrealista...