lunedì 3 maggio 2010

La regola dell'eccezione

Oggi mi sento seria. E non ridete. Vi propongo un tema impegnativo, qualcosa su cui vi invito a cogitare senza ritegno:
appurato che nel mondo ci sono delle regole incontrovertibili, quanto siamo sedotti dalle eccezioni?

Ho trovato il concetto variamente declinato in musica e letteratura. Esempi:

“Are you such a dreamer? / To put the world to rights? / I'll stay home forever / where two & two always / makes up five” RADIOHEAD, 2+2=5

“Sono d'accordo anch'io che il due per due quattro è una cosa eccellente; ma se proprio si ha da lodar tutto, anche il due per due cinque a volte è una cosuccia graziosissima” F. DOSTOEVSKIJ, Memorie del sottosuolo

Per quanto io stimi entrambi, dubito che questa idea del due e due che fa quattro ma ogni tanto anche cinque sia di Thom Yorke o del vecchio Fedor. Se esiste, per il concetto, una qualche comune radice filosofica, io la ignoro completamente, mentre qualcuno di voi potrebbe averne notizia, o aver incrociato per caso simili citazioni. In caso vi pregherei di dar sfoggio della vostra erudizione e segnalarla.

Comunque, quel che voglio dire è che io questa cosa l'ho sempre trovata geniale: noi abbiamo bisogno dell'errore, meglio ancora se riusciamo a travestirlo da eccezione a una regola consolidata. Mi spiego: per quanto noi ci si ritenga dotati di un cervello pensante in grado di risolvere problemi anche piuttosto complessi, l'idea che anche nei teoremi possa accadere qualcosa di imprevisto e imprevedibile non può che farci piacere. Lì per lì magari ci disorienta, ma sapere che le nostre giornate non sono predestinate come un'equazione di secondo grado ha senz'altro un suo fascino evidente. Spalanco la porta al più bieco relativismo? Può darsi, ma è un problema di cui mi occuperò in seguito.

Talvolta 2+2=5 è proprio quello che abbiamo bisogno di sentirci dire.

20 commenti:

Calzino ha detto...

Mai stata più d'accordo. E se l'imprevisto non arriva talvolta ce lo creiamo ad hoc...

ndr ha detto...

Ma soprattutto, come mai proprio 2+2, o 2x2? E non altre somme, altre moltiplicazioni? Ma forse la risposta è troppo semplice, in questo caso, e comunque non importa. Per non parlare dei due (2) refusi in questo tuo post. O dei punti esclamativi. Che poi sarei curioso di conoscerle, le regole "incontrovertibili" di questo mondo, che tu sembri conoscere. Magari non lo sono, o non sono per tutti le stesse. Il 2+2=5, che tra l'altro è il nome di un bel blog, anzi no, è 2and2, ma va bene lo stesso, è la virgola messa proprio lì, in realtà. Forse è la regola che siamo incapaci di vedere, per cui abbiamo bisogno di un aiuto esterno per notarla. Forse è la porta della relazione. Quel che per quanto piccolo ti spalanca un altro mondo, o un'altra persona. Che ti ritrovi ad usarne uno stesso termine, e ci fai caso solo dopo che l'hai scritto. Ma forse è solo un'illusione che ci dona piacere, che ci conforta, ed a cui piace abbandonarci. Mah.
Chi sa. Non so. Già.

Laura ha detto...

Stasera ci pensavo... L'imprevisto ci spiazza, ma talvolta ci salva.

Rushdie scriveva: "quasi tutte le cose importanti della tua vita avvengono in tua assenza" ( da I Figli della Mezzanotte)... Non chiedermi come mai, Mich, mi è tornata in mente questa frase, ma mi sembrava esprimesse un'idea in qualche modo vicina all'imprevisto, allo "sconosciuto" che "decide" per noi.

LorenZo ha detto...

Mi ricordo delle elucubrazioni ai tempi del liceo sul tema "l'intero è sempre maggiore della somma delle sue parti" (es. 4 > 2+2 perché 2+2=3) [Olismo, Empirismo, Gestalt]. Io supportavo invece la tesi riduzionistica, [Analisi, Scienza, Ragione], quindi "l'intero è sempre coincidente con la somma delle sue parti" (2+2=4). Ma "l'intero è minore della somma delle sue parti" (cioè 4 < 2 + 2, perché 2+2=5) non l'avevo mai sentita! Indagherò :-o

Biblio (cerca la parola "somma" nei seguenti docs)
http://rudimatematici-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/20/20-gennaio-1904-buon-compleanno-renato/
http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_della_Gestalt
http://it.wikipedia.org/wiki/Empirismo
http://www.humbertomariotti.com/riduzionismo.html
http://www.lascienzainrete.it/node/2195
http://www.spazioterzomondo.com/2010/04/gunther-anders-l’uomo-e-antiquato-vol-ii/

Anonimo ha detto...

del resto a volte due più due fa due

Zu ha detto...

Bello anche quando si realizza 1+1=1.

ndr ha detto...

1+1=1 si potrebbe dire, quando avviene una fecondazione, ma si potrebbe anche dire 1+1=3. Dipende. E forse, invece di essere, l'intero, minore o maggiore rispetto alla somma delle sue parti, è solo diverso.
Comunque ero passato per scrivere che se tu correggi i refusi, eh, poi il mio commento sopra sembra deliranteeeee!!
(scherzo, chiaro, limpido, cristallino. Nicholson docet)

danilo ha detto...

Io invece penso che le regole siano solo il modo che ha la nostra mente di vedere la realtà, che non siano cioè attinenti al reale bensì solo a noi stessi. Il nostro linguaggio macchina, come dire. Perciò se mi saltano, le regole, non mi dico "tu guarda che realtà interessante". Quello che mi dico è "oddio, mi sono rotto dentro!".

Danilo

plutoschi ha detto...

sono d'accordo con danilo, non esiste una normalità, quindi non può esistere un'eccezione.

anche in matematica funziona così. viviamo apparentemente nella fisica di newton e nello spazio di cartesio, ma è solo l'apparenza, sono concetti costruiti su fondamenta che l'uomo ha considerato reali, vere di per se stesse ma che dalla fine dell'800 sono crollate miserabilmente. lo spazio non è in 3 dimensioni, 2 linee parallele si possono incontrare all'infinito, la somma degli angoli interni del triangolo può essere > di 180 gradi, il tempo non è assoluto, esistono regole diverse per mondi diversi.
quindi se vuoi 2+2=5

quello che magari consideriamo un'"eccezione" in un altro paradigma è "normale"

ps sto proprio leggendo memorie dal sottosuolo e su quella frase mi ci ero giusto soffermato...

Zu ha detto...

@ndr: 1+1=1 non rappresenta una fecondazione, bensì una comunione tra due esseri.

simple ha detto...

Io seguo le regole solo per avere la possibilità di trovare le mie eccezioni.:)

ndr ha detto...

@Zu: oh sì. una comunione feconda (-;

p.s. prometto che questo è l'ultimo commento. a questo post. giuringiurello.

mich ha detto...

@ calzino, creare imprevisti diventa un mestiere a volte ;-)

@ ndr regole/eccezioni/illusioni più o meno confortanti, bisognerà dedicarci qualche pensiero in più - fai pure come fossi a casa tua, lo sai che mi fa piacere (-:

@ laura, forse lo sconosciuto che decide per noi è una cosa ancora diversa, ma la riflessione sugli imprevisti merita di essere approfondita

@ lorenZo, la bibliografia da te fornita non farà che alimentare le mie elucubrazioni più selvagge...

@ anonimo, spesso e invariabilmente fa due, mi sa che hai ragione

@ zu: evviva le comunioni!

@ danilo, impeccabile: io la penso esattamente come te, solo che a volte ho bisogno di dimenticarmene

@ plutoschi grazie: adesso le mie paranoie e nevrosi cresceranno forti e rigogliose

@ simple, verremo punite per relativismo morale, lo so :-D

LorenZo ha detto...

Ecco, trovato, la citazione "Il tutto è sempre maggiore della somma delle sue parti" è di Aristotele (da Metafisica).
http://it.wikiquote.org/wiki/Aristotele

Poi mi sono lasciato distrarre dagli altri aforismi ed ho perso il filo :-) es.: "La natura non fa nulla di inutile".

Cmq, nel link di cui sopra humbertomariotti.com
(del quale però non ho referenze) si afferma il principio del 2+2=5 con "il tutto è inferiore alla somma delle sue parti".

Roberto ha detto...

2+2 può fare tutte le somme che vuoi. basta scegliere un sistema metrico che piace a te. il matematico ti può solo dire che esiste sempre un risultato, ma non ti può dire qual è.

mich ha detto...

@ roberto, il fatto che esista sempre un risultato è la notizia più bella della giornata

commentatore di blog sconosciuti ha detto...

La canzone dei Radiohead probabilmente risente dell'influenza di un grande romanzo, capolavoro del genere distopico: "1984" di Orwell. Nelle ultime pagine del romanzo, infatti, si legge: « Quasi inconsciamente, (Winston) scrisse con le dita sul tavolo coperto di polvere: 2+2=5», frase emblematica della resa del protagonista di fronte al lavaggio del cervello ordinato quotidianamente dal "Grande Fratello". Se non hai ancora letto questo libro, ti consiglio vivamente di farlo perché è davvero fantastico! Ciao!

mich ha detto...

@ commentatore benvenuto. Ho ripensato al Grande Fratello, che ho letto e amato (se si può dire di un libro del genere) subito dopo aver pubblicato il post. Diciamo che l'accezione che volevo dare io al concetto era nettamente meno dittatoriale...!

commentatore di blog sconosciuti fino a ieri ha detto...

Grazie del benvenuto! Sì, hai ragione: Orwell offre un'interpretazione molto diversa del concetto, interpretazione che è una diretta implicazione del contesto narrativo da lui costruito. L'ho voluto ricordare più che altro per arricchire la discussione.
A parte questo, il senso del tuo post è molto chiaro e, a mio parere, anche molto suggestivo.
Sono capitato su questo blog per puro caso, tramite curiositas mundi, e probabilmente verrò a leggerti di tanto in tanto perché trovo i contenuti molto interessanti e originali. Sarà un piacere per me essere uno dei tanti "giovani gaudenti". Ciao! E ancora complimenti per l'azienda!

mich ha detto...

@ commentatore grazie! l'azienda aspetta tuoi contributi!